Art. 1283 C.C.

In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.

La nostra opinione

Il Regio Decreto 16 Marzo 1942, n. 262 – Approvazione del testo del Codice Civile ( Gazzetta Ufficiale, n. 79 del 4 Aprile 1942 ) è ancora oggi il punto di partenza per quanto riguarda l’anatocismo.

La parole iniziali “In mancanza di usi contrari” sono l’appiglio a cui si sono attaccate le banche per giustificare  il fatto che applicare gli interessi passivi trimestralmente invece che annualmente fosse lecito poichè di uso comune.

Per il resto l’articolo 1283 ammette solo 2 eccezioni al divieto di interessi anatocistici :

  • “dal giorno della domanda giudiziale”: Si verifica quando si arriva al decreto ingiuntivo da parte del Giudice.

Il magistrato in questo caso può riconoscere che il debito da pagare sia comprensivo anche degli interessi maturati fino a quel momento e quindi che dal momento del decreto ingiuntivo questi interessi concorrono a maturare ulteriori interessi

  •  “per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza”:

Si verifica se, alla scadenza di un debito con i relativi interessi, banca e cliente si accordano per un ulteriore dilazione di tempo per il pagamento. Viene calcolata la somma tra il debito ed i relativi interessi scaduti e questo importo diventa il nuovo capitale prestato su cui possono maturare nuovi interessi.

In altre parole le banche, ovvero il contraente forte hanno imposto questa capitalizzazione al cliente, ovvero il contrante debole e poi si sono giustificate che questi erano gli “usi”, mentre era solo convenienza delle banche.

L’articolo 1283 in materia di anatocismo vietava fin dal 1942 la pratica della Capitalizzazione composta degli interessi.

Nella prassi invece, per circa mezzo secolo, dal dopoguerra fino al 2000, gli istituti bancari hanno applicato la capitalizzazione trimestrali degli interessi bancari sui conti a debito. In pratica al cliente venivano addebitati gli interessi a debito trimestralmente e con capitalizzazione composta ovvero gli interessi addebitati entravano a far parte del saldo a debito su sui venivano applicati gli interessi alla fine del trimestre successivo.

Durante questi 50 e rotti anni peraltro anche la giurisprudenza ha sempre avallato questa prassi non rilevando alcun contrasto con l’articolo 1283.

Solo nel 1999 la Corte di Cassazione, con un’inversione di atteggiamento di 180 gradi, ha più volte affermato che gli interessi anatocistici sono illegittimi ed quindi invalidi.

La suprema corte ha spiegato con queste sentenze che non ci può essere un uso normativo, cioè una prassi che vada in contrasto con l’articolo 1283.

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