Anatocismo Bancario

Cosa è l’ Anatocismo Bancario e perchè è importante

Come sopra riferito il fenomeno dell’anatocismo bancario è quella pratica in virtù della quale gli interessi vengono sommati al capitale prestato, che dunque aumenta costituendo la base per il conteggio di nuovi interessi. In altre parole, l’anatocismo può essere definito come l’applicazione degli interessi sugli interessi. Fino al 1999 gli interessi a debito su un conto corrente venivano addebitati trimestralmente, mentre quelli a credito addebitati annualmente, cioè al 31/12 di ogni anno. Ciò significa che nella successiva chiusura trimestrale, i nuovi interessi sono stati calcolati non solo sul capitale prestato ma anche sugli interessi precedentemente contabilizzati.

Consideriamo come esempio di anatocismo un periodo di un anno con calcolo trimestrale degli interessi passivi.

Tasso di interesse: 5% Capitale a debito: 100.000,00

TRIMESTRECAPITALEINTERESSESALDO di C/C
100.000,005.000,00105.000,00
100.000,005.000,00110.000,00
100.000,005.000,00115.000,00
100.000,005.000,00120.000,00

Totale interessi passivi: 20.000,00 (INTERESSE SEMPLICE)

Tasso di interesse: 5% Capitale a debito: 100.000,00

TRIMESTRECAPITALEINTERESSESALDO di C/C
100.000,005.000,00105.000,00
105.000,005.250,00110.250,00
110.250,005.512,50115.762,50
115.762,505.788,13121.550,63

Totale interessi passivi: 21.550,63 (INTERESSE COMPOSTO)

In pratica, gli interessi passivi vengono dalla Banca conteggiati ogni trimestre, esposti come “voce” nell’estratto conto, per finire sommati al saldo debitore finale.

Non è difficile immaginare come, grazie a questa pratica, il debito dei correntisti nei confronti degli istituti bancari sia aumentato vertiginosamente.
Risultato finale : il cliente ha per decenni pagato un interesse di gran lunga maggiore rispetto a quello effettivamente dovuto.

Possibilità di recuperare altre indebite competenze oltre all’anatocismo
Gli interessi anatocistici sono solo uno degli addebiti illegittimi che le banche hanno sistematicamente applicato sui conti correnti bancari. Ci sono, ad esempio, le commissioni di massimo scoperto che sono altrettanto illegittime e che spesso comportano addebiti molto consistenti, come pure competenze, commissioni, provvigioni e spese varie, del pari illegittimamente applicate dalla banca in mancanza di espresse pattuizioni e perciò tutte non dovute.

Per non parlare, poi, degli interessi usurai.

La Legge 108/96 prevede all’art. 1 che :

per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito …

All’art. 2 si legge :

Il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari …

Come sopra evidenziato, per i rapporti instaurati in epoca anteriore all’entrata in vigore del citato decreto Sviluppo del governo Berlusconi, n.70 del 13-5-2011, convertito nella Legge n.106 del 12-7-2011, il criterio di individuazione del tasso soglia usura resta quello di cui alla Legge n.108/96, per cui il tasso soglia usura si individua aumentando del 50% il tasso fissato trimestralmente, con Decreti Ministeriali, per ogni singola categoria di operazione creditizia.

E quindi :

tasso medio + 50% del tasso medio stesso

Esempi:

tasso medio 5% + metà di 5 (2,50) = tasso soglia usura 7,50%

oppure

tasso medio 7% + metà di 7 (3,50) = tasso soglia usura 10,50%

dove il tasso medio è costituito dal tasso medio rilevato trimestralmente da Banca d’Italia per certe categorie di operazioni (per es. mutui ipotecari, ecc…).

Adesso, con le novità del decreto Sviluppo, i tassi di interesse sui prestiti, per non essere considerati usurari, devono rientrare dentro il seguente limite:

(tasso medio + 25% del tasso medio stesso) + 4 punti percentuali fissi

Esempi:

tasso medio 4% + 25% di 4 (1,00) + 4 = tasso soglia usura 9,00%

oppure

tasso medio 10% + 25% di 10 (2,50) + 4 = tasso soglia usura 16,50%

In più, a complicare il calcolo, è previsto anche un tetto al tasso usura, ma questo tetto è posto a salvaguardia dei clienti e quindi è ben accetto.

Il tetto in questione consiste nel fatto che la differenza tra il tasso soglia usura (come sopra calcolato) ed il tasso medio non deve superare gli 8 punti percentuali.

Ricalcolo dei saldi e ricapitalizzazione

Preliminare all’azione di restituzione è la ricostruzione dell’esatto dare/avere del conto corrente bancario. In buona sostanza occorre procedere al ricalcolo di tutte le competenze dall’inizio del rapporto, eliminando il costo derivante dalla illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori, nonché da commissioni, spese ed altre indebite competenze.
Trattandosi di conti aperti prima del 22.4.2000 il periodo di ricalcolo è piuttosto lungo e porta per questo al recupero di notevoli somme di denaro.

Conclusioni

L’anatocismo bancario ha fatto si che le banche abbiano per decenni incassato, illegittimamente, interessi debitori non dovuti e per giunta capitalizzati trimestralmente.
Il riconoscimento della illegittimità di una tale pratica non ha però fatto scattare alcuna forma automatica di rimborso in favore dei correntisti.
L’unico modo per recuperare interessi, commissioni, competenze, provvigioni e spese varie indebitamente addebitati e’ quello di avviare una causa civile contro la banca, previo esperimento di un tentativo di mediazione e conciliazione, con la banca stessa, ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. n. 28/2010.
Non c’è spazio per l’improvvisazione e “il fai da te”.

Per recuperare quanto pagato in più rispetto al dovuto instaurare un giudizio con l’assistenza di una struttura legale – contabile particolarmente qualificata. La nostra lo è !!.

Sei un Ente Pubblico oppure un’ Azienda Privata? Scarica la brochure di presentazione dell’Anatocismo Bancario

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